Una connessione virtuale o un giocattolo come amico di vita?
Toy Story 5, a distanza di ben 7 dal quarto capitolo, torna al cinema con una nuova sfida molto attuale e riflessiva: Tecnologia VS Giocattoli.
Apparentemente potrebbe sembrare un’azzardo e un tentativo di allungare un brodo già rimaneggiato nel tempo, inserendo idee contemporanee, ma in realtà è un equo proseguimento (seppur non al pari del terzo).
Vediamo Jessie prendere le redini e diventare la leader della squadra di giocattoli, dopo anni e anni finalmente riesce ad avere un suo arco narrativo più completo e ampliato. Capace di scaldare il cuore e riportare un affetto caldo e nostalgico che non si sentiva da tempo.
La sua presenza da protagonista assoluta dona al franchise un nuovo stile particolarmente accogliente e valoroso che riesce a mettere in luce la parte più umana sia dei giocattoli che degli umani.
Insieme a lei, anche Bullseye è quella spalla che tutti vorremmo avere.
Questo 5° capitolo offre molteplici spunti di riflessione per tutte le età: ci parla di adeguamento ai tempi moderni, amicizie virtuali che non contano davvero, sopravvento tecnologico e aspetti sociali in maniera estremamente attuale, senza stereotipi troppo caricati.
In questa rappresentazione il mondo si rispecchia completamente, ma se trovi la giusta convivenza, infondo nessuno rimarrà inscatolato in garage.
L’unica nota negativa da fare è l’esercito di Buzz iper-tecnologici, inserito un po’ a caso, risulta un elemento forzato all’interno del complesso d’animazione.
I tempi cambiano, il progresso avanza, noi stessi cambiamo, ma non dobbiamo dimenticarci i valori più importanti del nostro essere. La verità nascosta è che Toy Story, in qualche modo, ci farà sempre battere il cuore anche senza volerlo.

